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Santa Maria in Bubalis o Nostra Signora di Mesumundu
Questa chiesa bizantina si trova nel territorio di Siligo, in una valle alluvionale delimitata da una serie di altopiani basaltici. Si ipotizza che "Santa Maria de Bubalis" è stata costruita nel VII secolo d.C. da Papa Gregorio Magno che dimostra molta attenzione ai problemi religiosi che affiggevano l'isola in questi anni, in quanto la maggior parte della popolazione era pagana. Si può attribuire questa data grazie al ritrovamento di alcune tombe, aderenti alle murature dell’edificio E’ anche nota come Nostra Signora di Mesumundu, il motivo di questa denominazione trova due riscontri: il primo riguarda la cupola che ne sovrasta la rotonda centrale (che viene paragonata al "mondo tagliato a metà"),la seconda invece considera la sua posizione al centro (mesu) del pozzetto di una struttura termale, la quale conteneva acque pure e senza macchia (mundus);
è costituita in una mistura di pietre basaltiche di piccole dimensioni, di mattoni cotti, il tutto legati con uno strato sottile di calce e sabbia silicea. Nel secolo XI codesta chiesa entrò nelle proprietà dei Benedettini di Montecassino, i quali vi aggiunsero un abside e vi edificarono all'intorno un convento. Fino a qualche tempo fa versava in stato di parziale rovina, ma la sua architettura originaria e i successivi ampliamenti erano perfettamente leggibili. Varie volte si è ipotizzato che questa struttura fosse il riadattamento di un impianto termale di epoca romana, ma dagli scavi avvenuti nel ‘900 si è appurato che la chiesa sorse quando esso era già in grande rovina, e fu del tutto indipendente dalle precedenti costruzioni, di cui solo alcuni elementi furono casualmente incorporati nelle nuove strutture.
Il ritrovamento, all’interno del monumento, della condotta di epoca romana conferma inequivocabilmente l’esistenza dell’edificio termale, ma non è tuttavia da escludere la possibilità che questo fosse destinato al culto delle acque già in quell’epoca. Per la sua forma e per la presenza dell’impianto idrico, si potrebbe ipotizzare che il tempietto dedicato alla Vergine ospitasse o fungesse da battistero.
Da vari rilievi svolti attualmente e nel corso degli anni passati, riguardo alla struttura architettonica si può dire che dell’impianto originario rimane un frammento architettonico costituito dal corpo centrale: una rotonda sovrastata da una cupola avente due grandi finestre a sesto ribassato aperte sulla parte alta e due bracci diseguali entrambi absidati, orientati ad ovest ed a sud. Il primo è voltato a botte, il secondo è dotato di un’ampia finestra arcuata e coperto a semicupola. All’esterno sono visibili i resti del braccio nord consistenti in un frammento di muratura accostato alla parete della rotonda. Sul lato est, la situazione è totalmente compromessa ed i brandelli di muratura presenti risultano di difficile interpretazione. Attualmente non si rilevano tracce del varco d’ingresso originario, quasi certamente differente da quello attuale che appare invece contrassegnato all’interno da un blocco di basalto, in quanto è unintervento dei benedettini nell’XI secolo e all’esterno da una piattabanda in mattoni che è un intervento risalente al restauro del 1934. Alcuni studiosi del secolo scorso ritengono che l’ingresso principale fosse orientato verso est o nord.
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