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Nostra Signora di Mesumundu o Madonna delle Rose
Madonna delle Rose o Nostra Signora di Mesumundu, Segna una pagina d'oro nella storia della Diocesi. Costruita quando Anela era Capoluogo della omonima Curatoria e centro importante, venne consacrata il 13 maggio 1162 dal Vescovo di Castro, Attone, già Monaco Camaldolese, il quale nel 1164 la donava ai Camaldolesi insieme con quelle di S. Giorgio di Aneletto e di San Satumino, come attesta una pergamena rinvenuta durante i lavori di restauro,sotto le mura dell’altare,insieme a una crocetta d’argento contenente reliquie
Probabilmente vi fu presso di essa non un vero Monastero, ma una qualche residenza di Monaci. La cura che di essa si ebbe nei secoli è testimoniata anche da resti di affreschi medioevali, forse dovuti ad artista fiorentino. La stupenda e antica statua della Beata Vergine è custodita nella parrocchiale San Giorgio di Aneletto.
La chiesa di Santa Maria di Anela rientra nel panorama dell'architettura romanica "minore", tuttavia non priva di interesse per via dell'organico inserimento nel paesaggio. La chiesa, mononavata, è realizzata in conci ben squadrati di pietra sedimentaria chiara. La facciata fu ricostruita in seguito, mentre i fianchi e l'abside sono riconducibili alla fabbrica romanica. Nei fianchi si aprono tre monofore con strombo liscio, leggermente archiacute; una si apre nell'abside orientata a Nord-Est. Nel fianco destro si apre un portale architravato sormontato da arco di scarico a sesto rialzato e modanato.
La chiesa romanica di San Giorgio di Aneletto, si trova sempre nel comune di Anela eretta nel 1100 e appartenente ai monaci Camaldolesi sin dal 1163; i resti sono riconoscibili dall'alto di una delle torri la fortezza altomedievale (bizantina, la quale è datata almeno al VII secolo) di San Giorgio di Aneletto costruita quindi circa 500 prima della chiesa romanica la quale è datata almeno al VII secolo. L'attuale, modesta chiesetta sostituisce quella antica donata ai Camaldolesi dal Vescovo di Castro Attone La chiesa di Nostra Signora di Mesumundu si trova poco fuori dall'abitato di Anela, sulla destra della strada per Bultei. Purtroppo recenti lavori di ristrutturazione hanno fatto perdere l'originalità e l'unicità che questa chiesa possedeva nei secoli passati. A testimonianza di ciò si possono notare vari dettagli inconcepibili nel periodo Giudicale, come ad esempio la recente tinteggiatura gialla sia interna che esterna, la quale ha spento il chiarore della pietra originaria; soprattutto all'interno scopriamo che alcune parti della struttura sono state intonacate e tinte, l'abside che veniva realizzato con la volta a botte è stato sostituito con uno ligneo e i gradini che portano all'altare sono ricoperti di lastre lucide. Tutto ciò ci testimonia la poca informazione sulla cultura sarda delle persone che svolgono queste ristrutturazioni, le qualì col loro operato offuscano le bellezze tipiche dei tempi di gloria del popolo sardo.
Laura Pistidda
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